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Il 7
ottobre 1593, ormai perduta dai Veneziani l'importante
piazzaforte di Gradisca, nel vicino castello di Strassoldo,
fu firmato l'atto di fondazione della fortezza di Palmanova.
Roccaforte ideata dal friulano Giulio Savorgnan a forma di
stella a nove punte, cinta da bastioni possenti e con ampi
fossati, può essere considerata un felice esercizio
attuativo di quanto espresso dalla trattatistica
rinascimentale in relazione alle tematiche della città
ideale, oltre che punto strategico per la difesa al confine
orientale della Serenissima contro le eventuali invasioni da
Est (Imperiali o Turchi). Purtroppo ciò fu compiuto quando
ormai gravi danni erano già stati portati nel Basso Friuli
dai Turchi nella seconda metà del XV secolo: a questi
attacchi Venezia non seppe ovviare in alcun modo. Il nome
Palmanova ricorda la vecchia denominazione del villaggio che
lì sorgeva, Palmada. Nel 1797 Palmanova fu occupata dai
francesi e ribattezzata "Palma la Nuova" da Napoleone che
ingrandì ulteriormente le difese; l'accesso fu mantenuto
attraverso le tre porte attribuite a Vincenzo Scamozzi:
porta Aquileia (un tempo chiamata Marittima), porta Udine e
porta Cividale. Nel 1883 perse definitivamente
l'amministrazione militare come piazzaforte, passò ad una
normale amministrazione civile, conservando però fino a
pochi anni fa diverse caserme |